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Un amore dell’altro mondo

NUOVA PRODUZIONE
Homer Boda Alienson è un bambino cresciuto senza amore che si costruisce il paradosso di una vita senza sonno, circondato da giocattoli spaziali e vecchi film di fantascienza. In una notte di veglia incontra Kurt e un “sistema” inossidabile per poter finalmente dormire e –chissà- trovare anche quell’amore tanto desiderato. Ma chi è questo bambino? Cosa ha a che fare con l’idolo rock degli anni novanta Kurt Cobain? Dove lo porta la dipendenza da quella polvere bianca che lui chiama sistema?

Scritto nel 2002 il romanzo di Pincio affronta uno spaccato degli anni novanta attraverso un originalissimo punto di vista: la narrazione della vita di Boda, realmente esistito come “amico immaginario” di Kurt Cobain e di cui vi è traccia nelle biografie e nei diari di Cobain stesso. Nel romanzo Pincio crea una sovrapposizione tra Boda e Kurt e riesce ad indagare alcuni punti fondamentali di una generazione, di cui il musicista è icona e simbolo. Punto focale il rapporto fra Boda e il “sistema”, laddove per sistema si intende l’uso dell’eroina.

Il punto di vista dichiaramene surreale che Pincio utilizza nel libro, con la costruzione di un personaggio protagonista che fa nascere la sua dipendenza dall’eroina da una mancanza di sonno (che è chiara metafora di un disagio più grande ma che proprio perché è metafora salva il romanzo dall’essere l’ennesimo spaccato sul problema delle tossicodipendenze) ha spinto la ricerca sulla messinscena verso la creazione di uno spazio volutamente astratto nel quale troneggia una scatola che è prigione mentale e fisica dentro la quale Homer vive i diversi stadi della sua dipendenza e fuori della quale due personaggi a metà fra aguzzini, narratori e personaggi del suo passato costruiscono per lui la ragnatela di passaggi che lo condurranno all’inevitabile finale.

Uno spettacolo duro e forte, giocato all’ombra della musica dei Nirvana e della vita fragile e sensibile del loro leader, dove la dipendenza, le crisi di astinenza e il bisogno di amare di Boda si intrecciano con l’ascesa, la caduta e l’impietoso sfruttamento mediatico di Cobain, assente in scena ma “traccia fantasma” dell’opera fino al sorprendente finale.
Uno spaccato degli anni novanta che oggi sembra così vicino -e forse esasperato- nella vita dei “ventenni” di ogni generazione.

Liberamente ispirato al romanzo “Un amore dell’altro mondo” di Tommaso Pincio (Einaudi 2002)

Con Carlo Loiudice, Ruggiero Valentini, Vito De Girolamo
Regia Simona Gonella
Scene Ruggiero Valentini
Disegno luci Michelangelo Campanale
Luci Antonio Lepore
Editing audio-video Emanuele Menga

Recensione Corriere del Mezzogiorno
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO - AMORE (210)
RecensionE Gazzetta del Mezzogiorno
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - AMORE (156)
Recensione online Foggia&Foggia
www.foggiaefoggia.com


Foto spettacolo a cura di Nicola Pavone

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